Andrea Zagarola ha riscoperto la perduta arte della granulazione etrusca. Nel corso degli anni sono state proposte diverse ipotesi sul segreto della saldatura della granulazione. “In realtà non si tratta di un vero mistero - spiega Zagarola - esistono varie tecniche che gli Etruschi hanno potuto ugualmente usare e che nei secoli altri orafi hanno fatto propria. Ancora oggi, alcuni artisti contemporanei utilizzano la tecnica della granulazione con buoni risultati. Con troppa facilità si usa l’appellativo “mistero” e ci si attribuisce il merito di avere svelato il segreto degli Etruschi. Troppo spesso si identifica un oggetto come in stile etrusco perché in oro opaco ma realizzato partendo dalla cera dell’oggetto, utilizzando cioè la pressofusione”. Nel Laboratorio Zagarola, invece, si costruiscono gioielli esclusivamente partendo dalla lastra d’oro, battuta e decorata a mano.
Le sfere d’oro della granulazione sono costruite una ad una, la difficoltà è la separazione di ogni microsfera. “Non basta l’utilizzo dei setacci per far sì che le sfere separate siano tutte della stessa dimensione”. Ogni sfera viene applicata singolarmente con un pennello sul gioiello a creare il disegno decorativo. “Per la saldatura uso dei sali di rame e una sostanza organica colloidale. Il disegno geometrico è il più difficile da eseguire perché le piccolissime sfere devono essere applicate in maniera molto ordinata. E’ questa la difficoltà maggiore, non tanto la saldatura delle sfere. Paradossalmente neanche la granulazione a pulviscolo, con microsfere di solo 1/10 di mm., è la più difficile, perché con essa si creano campiture e disegni estesi. Molto più complicato decorare una losanga geometrica con sfere da 0,4 mm accostate per due a disegnare una greca”.
Tre le caratteristiche principali dell’oreficeria etrusca riprodotte da Zagarola:
- Lamina d’oro sottile da tagliare, curvare e sbalzare in varie forme, per abbellire l’oggetto decorazione a fili intrecciati a formare “cordelle” (la filigrana), minute sfere d’oro del diametro che varia da 1/10 a 8/10 di millimetro (la granulazione).
- Lo smalto, altra componente dell’oreficeria antica. Troppo spesso si identifica un oggetto come in stile etrusco perché in oro opaco ma realizzato partendo dalla cera dell’oggetto, utilizzando cioè “la pressofusione”. Nel Laboratorio Zagarola, invece, si costruiscono gioielli esclusivamente partendo dalla lastra d’oro, battuta e decorata a mano. “Il segreto - continua - è nella precisione del lavoro, nella meticolosità e nella passione.
- Alla fine l’oggetto deve risultare leggero e raffinato.“Utilizzo oro con un titolo molto alto, quasi puro; una lega simile a quella degli Etruschi così da riprodurre il colore giallo intenso del loro oro tra 910 e 960 millesimi. Utilizzo 916 millesimi, mentre l’oro in commercio è di 750”.
Zagarola non ricostruisce solamente i gioielli etruschi, greci e romani, ma ricrea e realizza con le tecniche antiche preziosi in stile archeologico che possono essere indossati ancora oggi.
Orecchini con pendenti, a bauletto, con colombi, a sanguisuga, anelli sbalzati o a carouche incisi, spille, fibule ad arco, spilloni, bracciali alla schiava, a serpente o con protomi leonine. Gioielli con incastonate corniole, madreperle, smeraldi grezzi, pietre dure, perle, coralli, monete antiche. Collane realizzate con maglie a singolo o doppio intreccio o a nastro come in epoca classica: fino a 450-650 maglie fatte e annodate a mano una a una per un girocollo a doppio intreccio.
I tempi di lavorazione di questi gioielli sono lunghi; 5-8 giorni ciascuno. Non riproducibili in serie, sono pezzi unici realizzati interamente a mano.
I Gioielli -
Produzioni artistiche frutto della passione per l’arte e la civiltà classica, caratterizzate da una profonda identità culturale, esito di un lungo processo conoscitivo e di sperimentazioni per arrivare a ricreare gli ori antichi utilizzandone gli stessi materiali, strumenti e tecniche. Archeologia sperimentale applicata all’oreficeria, che ha permesso a Zagarola di riscoprire la perduta arte della granulazione etrusca e di utilizzare un oro quasi puro, di una lega simile a quella degli Etruschi così da riprodurne il colore giallo intenso.
Acquistare un gioiello di stile archelogico significa possedere “un oggetto di altri tempi, che rimane inalterato nel tempo ed appartiene alla nostra cultura”, spiega Zagarola. Offre a colui che lo indossa una forma di partecipazione diretta alla grandezza del passato.
L’ambizione di Zagarola è che le proprie realizzazioni evochino le punte più alte della storia dell’oreficeria e dell’argenteria. Sono la manifestazione di una sorta di competizione con gli artigiani dell’antichità, il cui risultato sono creazioni “moderne” e di carattere originale. Aspirano a far rinascere l’alta tradizione artigianale di Roma, che spesso cela la vera qualità artistica, la cura del particolare, la raffinatezza superiore e la forza del prodotto unico, l’opera d’arte di un oggetto realizzato a mano, in piccoli laboratori nascosti nella città, bagaglio culturale di secoli.